sabato 1 novembre 2014

Ricette vegane

Ricette vegane, perchè l'alimentazione deve essere varia e bilanciata per tutti! http://www.veganhome.it/ricette/

domenica 19 gennaio 2014

Pesce azzurro, economico, ricco di omega 3, calcio e vitamina D

Varietà di pesce azzurro presenti sul mercato sono: la sardina (Sardina pilchardus), l'aringa (Clupea harengus), l'alice o acciuga (Engraulis encrasicholus), lo sgombro (Scomber scombrus), l'aguglia (Belone belone), lo spratto o papalina (Sprattus sprattus), l'alaccia (Sardinella aurita), il lanzardo (Scomber colias), la costardella (Scomberesox saurus) il suro (o sugarello) (Trachurus trachurus). Qualità nutrizionali[modifica | modifica sorgente]I piatti preparati con tali specie di pesce sono spesso considerati "cucina povera", ma il pesce azzurro è molto apprezzato in cucina per le qualità nutrizionali delle carni. Esso ha carni generalmente molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi, in particolare del tipo omega 3. Anche per questo il consumo di pesce azzurro è consigliato nelle diete nelle quali sono da evitare i grassi saturi, presenti in altre specie animali. Essendo, inoltre, un alimento ricco di calcio (350 mg di calcio per 100 g di alimento) è consigliato per combattere i processi di decalcificazione ossea.

martedì 1 ottobre 2013

COLESTEROLO ALTO?

Ecco qualche consiglio per ridurre il colesterolo totale e non ridurre il colesterolo "buono"! • Una dieta per ipercolesterolemia è basata su cereali, legumi, vegetali, frutta fresca, frutta secca oleosa come noci e mandorle, latticini magri, pesce. • Sostituire almeno una volta a settimana il secondo piatto con dei legumi: ceci, lenticchie, fagioli. • Evitare grassi animali come burro, strutto, lardo, pancetta. Utilizzare come condimento l’olio extravergine d’oliva. • Non utilizzare panna, besciamella, maionese e salse derivate (salsa tartara e tonnè). • Evitare gelati alle creme, cioccolato al latte, torte, crostate, merendine, cornetti e altri prodotti da forno ricchi in burro o altri grassi di cui non è specificata l’origine. Sono permessi ghiaccioli, sorbetti e gelati alla frutta o allo yogurt se magro. • Preferire il latte o yogurt parzialmente scremato a quello intero. • Eliminare le parti di grasso visibile dagli alimenti di origine animale, quali prosciutto, carne, pollo; non assumere insaccati e formaggi. Sono permessi i latticini, ma limitandone l’utilizzo a due – tre volte a settimana. • Limitare il consumo di uova a due a settimana, considerare anche la pasta all’uovo e biscotti all’uovo. • E' raccomandabile un'attività fisica aerobica, moderata e costante.

lunedì 10 giugno 2013

Alimentazione e felicità

La serotonina è un neurotrasmettitore essenziale per il corretto funzionamento della nostra psiche, che ha a che fare soprattutto con l’umore. È sintetizzato da un aminoacido chiamato triptofano, che è presente in molti alimenti assolutamente essenziali per prevenire malattie come la depressione o stress. 
Il triptofano è il precursore della serotonina, che si trasforma in presenza di vitamine del gruppo B. 
La serotonina interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà , una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita. Non a caso, molte persone che avvertono un calo dell’umore avvertono l’esigenza d’introdurre dolci e cioccolato. Le sue funzioni a livello cerebrale sono davvero molteplici e includono oltre all’assunzione di cibo anche la regolazione del sonno, del dolore, delle emozioni, delle funzioni sessuali e della temperatura corporea.
Sia latticini e uova, essendo proteine, sono ricchi di triptofano, essenziale per la sintesi della serotonina, mentre se sostituiamo i carboidrati e dolci raffinati a favore di alimenti vegetali, frutta e cereali integrali, avremmo non effetto più prolungato della presenza di serotonina. Anche i legumi, che hanno un sacco di fibra, sono l’ideale per aiutare la depressione e l’ansia, come pure la frutta a guscio, come noci, mandorle o nocciole hanno buoni livelli di triptofano e sono altamente raccomandati.
Si consiglia inoltre di evitare l’alcol perché dietro lo stato di euforia che genera, nasconde un effetto depressivo.
Il modo migliore è quello di seguire una dieta che sia il più equilibrata possibile: una miscela varia e colorata di alimenti contenenti una vasta gamma di componenti diversi. La parola “colorata” deve essere presa sul serio: i colori specifici di prodotti alimentari hanno un effetto benefico sulla nostra mente e, alimenti arancione e rosso sono stimolanti, il blu crea calma, allegro il giallo, mentre gli alimenti verdi aiutano la concentrazione .
I quattro “alimenti felici” sono il cioccolato naturale più efficace, banane, ananas e peperoncinoLo zucchero e il burro di cacao rendono il corpo ricettivo ad assorbire triptofano, aumentando così il livello di serotonina nel cervello. Il contenuto di cacao nel cioccolato fornisce anche caffeina stimolante. Un altro ingrediente della felicità nel cioccolato è la feniletilamina, che deriva dalla fermentazione dei semi di cacao, che aumenta anche il livello di zucchero nel sangue e hanno un effetto eccitante, stimolante. Anche le banane rientrano negli alimenti importanti legati alla serotonina, sono ricche di sostanze nutritive e fibre e contengono pochi grassi rispetto al cioccolato sono anche ricchi di vitamine, minerali e oligoelementi, e danno al corpo un apporto energetico rapido. L’ananas è ricco di minerali e vitamine e contiene composti attivi che stimolano la produzione di serotonina. Allo stesso tempo, calma l’ansia e allevia l’agitazione nervosa. La capsaicina è il nome della sostanza miracolosa che combatte la frustrazione, rabbia e depressione ed è legato al peperoncino, e regala quel caratteristico sapore piccante. Il cervello percepisce questo calore pungente come il dolore, e per contrastare risponde rilasciando endorfine che migliorano la sensazione di benessere.  

domenica 17 marzo 2013

Negli agrumi, kiwi, fragole, pomodori, ecc..

La vitamina C è un fattore necessario per la idrossilazione della prolina e lisina rispettivamente in idrossiprolina ed idrossilisina da parte della prolina e lisina ossidasi. Queste idrossilazioni, che interessano i residui della prolina e della lisina nelle fibrille di protocollagene, non possono avvenire sugli stessi aminoacidi liberi. Si tratta di una modificazione postsintetica proteica necessaria per la normale conformazione delle nascenti fibre di collagene. E’ per questa ragione che in mancanza di vitamina C, il collagene, incapace di formare i legami crociati tra fibrille non è più in grado di esplicare la sua normale funzione cementante intercellulare. Questo spiega perché la vitamina C sia importante anche per la ossificazione (struttura della matrice ossea) e per la guarigione delle ferite. Altre idrossilazioni dipendenti da acido ascorbico sono quelle che intervengono nella trasformazione del colesterolo in acidi biliari (donde la ipercolesterolemia che si può riscontrare nella ipovitaminosi C) e nel metabolismo della tirosina, donde l’alcaptonuria (anomalia ereditaria autosomica recessiva del metabolismo degli amminoacidi aromatici fenilalanina e tirosina, dovuto al difetto dell'enzima omogentisico1,2-diossigenasi, che provoca accumulo di acido omogentisico nelle urine). In virtù della sua capacità riducente non enzimatica, l’acido ascorbico facilita l’assorbimento intestinale del ferro, riducendolo e mantenendolo alla stato ferroso. L’acido ascorbico facilita anche il trasporto del ferro dal plasma al fegato e la sua incorporazione nella ferritina, la forma primaria di deposito del ferro nel fegato. La vitamina C è contenuta nella frutta e verdure fresche. Particolarmente ricchi ne sono gli agrumi, le fragole, i pomodori e i kiwi. Il fabbisogno di vitamina C per l’uomo adulto è di 50-60 mg pro die. E’ questa una dose sufficiente a mantenere immodificato il pool di vitamina C nell’intero organismo (1,5 g). Dosi superiori vengono ben tollerate, anche per il fatto che il surplus di vitamina C non si deposita nei tessuti, ma viene eliminato con le urine. Questa eliminazione non ha tuttavia luogo fino a che i tessuti non ne siano stati fisiologicamente saturati. Il contenuto di acido ascorbico nel plasma di un uomo normoalimentato è di 0,7 -1,2 mg/100 ml. Nell’uomo la deficienza di vitamina C, quale si può verificare in seguito ad alimentazione povera o priva di verdure fresche, può portare allo scorbuto. Tipiche manifestazioni dello scorbuto sono: fragilità dei piccoli vasi e dei capillari, con conseguenti emorragie puntiformi (petecchie), dovute alla difettosa qualità della sostanza cementante le cellule endoteliali; piorrea, causata da difetto delle connessioni connettivali che fissano i denti negli alveoli; ritardo di cicatrizzazione delle ferite e di saldatura delle fratture. Nel bambino il processo di ossificazione è alterato per anomalie di formazione della matrice ossea, donde le alterazioni strutturali e funzionali scheletriche tipiche del morbo di Barlow. Le manifestazioni di deficienza da vitamina C sono dunque a carico dei tessuti di sostegno di origine mesenchimale (ossa, cartilagine, tessuto connettivo), proprio per un difetto di formazione della sostanza cementante intercellulare, che ha fra i componenti principali il collagene.

sabato 2 marzo 2013

L'ACIDOSI METABOLICA

Il metabolismo cellulare produce scorie acide che devono essere tamponate ed eliminate. In un organismo sano polmoni, sangue e reni si occupano di questo fondamentale processo per il buon funzionamento dell’organismo stesso. Quando questo equilibrio diventa carente, un sistema tampone di emergenza viene tirato in causa: la riserva alcalina dell’osso. Carbonati e bicarbonati, fondamentali per la struttura dell’osso, vengono rilasciati dallo stesso e vanno a tamponare l’acidosi tissutale. La conseguenza è un graduale impoverimento del tessuto osseo che può portare a patologie serie come l’osteoporosi. I FATTORI PIU’ IMPORTANTI CHE CAUSANO ACIDOSI SONO: FATTORI LEGATI ALL’ETA’: con il passare degli anni i reni ed i polmoni perdono funzionalità e la corretta eliminazione delle scorie acide risulta ancora più difficile. FATTORI LEGATI ALLO STILE DI VITA: l’alimentazione molto ricca di proteine e povera di frutta e verdura è una delle principali cause di acidosi. Fumo, stress ed eccessivo uso di farmaci completano le cause di acidosi. L’ACIDOSI METABOLICA PUO’ ESSERE MISURATA TRAMITE pH URINARIO Il pH urinario ha il valore minimo (massima acidità) durante la notte, quando l’organismo attraverso i reni elimina le scorie acide accumulate. Durante il giorno i pH urinario tende ad aumentare, raggiungendo il suo massimo valore (massimo di alcalinità) dopo il pranzo. Da metà pomeriggio le scorie acide prodotte a causa del metabolismo molto attivo fanno progressivamente riabbassare i valori medi del pH urinario. E’ possibile misurare il pH urinario con delle cartine tornasole acquistabili in farmacia, bagnarle con le urine tre volte durante la giornata, mattina, dopopranzo e sera, per valutare i valori di pH. PROPRIETA’ ALCALINIZZANTI ED ACIDIFICANTI DEGLI ALIMENTI Nel 1994 gli studiosi Remer e Manz hanno ideato un algoritmo (PRAL) che permette, nota la composizione bromatologica di un alimento, di valutare le proprietà alcalinizzanti o acidificanti degli alimenti. I valori riportati definiscono il potenziale di acidificazione renale (PRAL) espresso come mEq/100g di alimento. Gli alimenti acidificanti hanno segno positivo e un valore tanto più elevato quanto più è alta la loro capacità acidificante. Gli alimenti alcalinizzanti hanno sgno negativo e un valore tanto più elevato quanto più alta è la capacità alcalinizzante. Il PRAL (potenziale di carico acido renale) viene calcolato con il seguente algoritmo: PRAL= [+(0,4888 X g proteine/die)+(0,0366 x fosforo mg/die)–(0,0205 x potassio mg/die)–(0,0263 x magnesio mg/die)] Sul sito www.acidosi.it è disponibile un software per il calcolo automatico del PRAL di tutti gli alimenti. Acqua in commercio non acida: SANTA CROCE, PANNA, LEVISSIMA, ACQUA REGILLA, ROCCHETTA, COTTORELLA, VITASNELLA, EVIAN, SAN BENEDETTO. Di seguito i valori di PRAL riferiti a 100g di alimento: (notare il potere alcalinizzante di spinaci e uva!)

lunedì 19 novembre 2012

Ortoressia, bigoressia e drunkoressia, le nuove facce del rapporto col cibo

I comportamenti su cui ora si sta cercando di fare chiarezza hanno nomi nuovi: ortoressia, bigoressia e drunkoressia e si differenziano da anoressia e bulimia per le modalità con cui ci si rapporta al cibo. L'ortoressia, per esempio, è l'atteggiamento di chi prova una sorta di ossessione per i cibi giusti e a differenza di chi soffre di anoressia o bulimia che è ossessionato dalla quantità, la preoccupazione dell'ortoressico è la qualità del cibo: deve poter accertarsi che l'alimento è sano, puro e attivo nella prevenzione delle malattie. Questa premessa impone un regime talmente rigoroso da esporlo paradossalmente al rischio di carenze nutrizionali gravi e quindi di danni dovuti alla drastica riduzione di vitamine e sali minerali (avitaminosi e osteoporosi». Le ricadute sono anche sociali: per acquistare, controllare e cucinare cibi sani in modo sano si arriva a rinunciare, per mancanza di tempo e difficoltà ad adattarsi, al lavoro e alle relazioni sociali. «Il soggetto ortoressico» spiega Marcello Giovannini, presidente della Società italiana di nutrizione pediatrica (Sinupe) «deve programmare sempre scrupolosamente i pasti e di conoscere ogni singolo ingrediente contenuto negli alimenti assunti e spesso porta con sé cibi pronti e stoviglie personali durante i pasti consumati fuori casa. Prova poi disgusto nell'assumere sostanze non naturali, per paura di contaminare il proprio corpo ed è estremamente severo con se stesso nel seguire la dieta prefissata». Chi soffre di bigoressia ha invece la preoccupazione di essere troppo debole e magro. Si tratta di un fenomeno recente osservato prevalentemente nella popolazione maschile tra i 15 e i 23 anni, soprattutto tra i frequentatori di palestre e appassionati di body-building. «A differenza della paziente anoressica, che si vede grassa pur essendo magrissima, il bigoressico si vede sempre magro e debole anche quando ha raggiunto un fisico molto atletico, con conseguente deflessione del tono dell'umore». Inoltre, spiegano gli esperti, la priorità che viene data all'allenamento può compromettere la vita socio-lavorativa mentre l'insoddisfazione della forma fisica spingono ad assumere ormoni androgeni, farmaci anabolizzanti e sostanze ergogeniche illecite, con rischio di grave compromissione epatica e renale. Infine, c'è la drunkoressia, termine coniato dai giornalisti del New York Times per descrivere un nuovo pericoloso comportamento alimentare emergente tra le adolescenti: digiuno prolungato durante il giorno per poter arrivare ad assumere ingenti quantità di alcolici all'ora dell'aperitivo. In questo caso, però, la volontà di dimagrire non è fine a se stessa, ma è strumentale all'assunzione di alcol: durante il giorno si "risparmiano" calorie che possono poi essere spese in alcolici e superalcolici alla sera. L'alcol diventa così uno strumento per integrarsi socialmente, per non avvertire il senso della fame e, in alcuni casi, anche per indurre il vomito. Ai danni tipici dell'anoressia si sommano i rischi derivanti dall'abuso di alcolici, cioè epatopatia, neuropatia periferica e danni al sistema nervoso centrale.

domenica 22 aprile 2012

Gluten when?

T

The European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) Committee recommended avoidance of both early (< 4 mo) and late (> 7 mo) introduction of gluten and introduction of small amounts of gluten gradually while the child is still breastfed. This temporary window allows the possibility of modulating the mucosal immune response, with progressively decreasing breastfeeding and maturation of the gastro-intestinal system.

mercoledì 4 gennaio 2012

DIETA CHETOGENICA NELLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA)



High Caloric Diet MayPrevent Progression Of Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS)
ScienceDaily (Apr. 17, 2006) — A recent study directed by the Mount Sinai School of Medicine suggests a ketogenic- high caloric diet may prevent the progression of Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS). This study, which appears in the April 3, 2006 issue of BMC Neuroscience, is the first to draw a correlation between diet and neuronal cell death, the cause of ALS.

The cause of neuronal death in ALS is uncertain but study researchers say mitochondrial dysfunction plays an important role. Ketones promote mitochondrial energy production and membrane stabilization. Mitochondiral membrane dysfunction, loss of oxidative stress control, generation of excessive free radicals, neurofilament accumulation, and excitotoxicity are all implicated in the onset of ALS.

Conclusions
This is the first study showing that diet, specifically a high caloric - KD, may slow the progression of the clinical and biological manifestations of ALS in a mouse model. This may be due to the ability of ketone bodies to promote ATP synthesis and bypass inhibition of complex I in the mitochondrial respiratory chain.

domenica 11 settembre 2011

Bimbi in crescita..

Il peso non è l'unico parametro che permette di sorvegliare che la crescita sia corretta, dal momento che bisogna anche considerare, dopo il primo anno di vita l'altezza del bambino. I due valori sono, infatti, alla base dei percentili di crescita, elaborati controllando il peso e l'altezza di migliaia di bambini di età diverse ed etnie diverse e poi dividendo le misure ottenute in modo che una proporzione definita dei bambini campione viene a trovarsi sopra e sotto un definito centile. In pratica, se un bambino ha una statura che si colloca al 10° percentile, significa che il 10% degli altri bambini appartenenti alla sua stessa popolazione di confronto è più piccolo di lui, mentre il 90% è più alto. Quindi, a ogni età e per ogni misurazione, il novantacinquesimo centile rappresenterà i bambini più grandi: solo 5 su 100 saranno più grandi e i restanti 95 saranno più piccoli. All'altro estremo, il quinto centile rappresenterà i bambini piccoli e i restanti 95 saranno più grandi. Il monitoraggio ha tappe scandite dalle visite dal pediatra, che in genere avvengono ogni tre mesi nel primo anno e poi ogni sei mesi e dai due una volta l'anno. Nell'arco di questo tempo, sulla base dei valori registrati, è possibile tracciare una curva, che non dovrebbe essere più ripida o più piatta di quelle riportate nella tabella. «Quando un bimbo si trova tra il 3° e il 97° percentile va considerato sano, ma il criterio più importante è che la linea di crescita di ogni bambino deve diventare un binario costante, in cui non ci devono essere rallentamenti o accelerazioni» chiarisce Scaglioni «se, per esempio, nei primi due anni si osserva un'accelerazione della crescita dovuto a un aumento di peso, può esserci un eccesso di proteine nella dieta, apportato dal latte vaccino, che non va introdotto prima dei 12 mesi, oppure da pappe troppo ricche di proteine». Ma uno sviluppo o troppo rapido o incompleto può nascondere una patologia la cui valutazione dipende dall'età in cui si osserva l'alterazione. «Nei primi anni di vita anche le infezioni, in particolare delle vie urinarie, possono rallentare la crescita, come pure patologie congenite e patologie della tiroide, e, dopo i sei mesi, anche la celiachia e l'anemia» afferma l'esperta «la crescita troppo rapida va invece, rapportata alla predisposizione genetica individuale oppure a un'anticipazione della pubertà».

mercoledì 6 luglio 2011

Importance of cooking sprouts thoroughly to reduce risk of further E. coli O104 outbreaks

In Germany, the numbers of reported cases of haemolytic uraemic syndrome (HUS)/enterohaemorrhagic Escherichia coli (EHEC) have decreased, and the German authorities indicate that the vehicle of the bacterium responsible for the outbreak is bean and seed sprouts. The suspected vehicle of infection is germinated sprout seeds contaminated with an E. coli O104:H4 strain. Until the investigation has been finalised, EFSA advises consumers not to grow sprouts from seeds for their own consumption and to ensure that all types of sprouts are thoroughly cooked before consumption. Furthermore, consumers are reminded of the importance of basic food hygiene practices when preparing food.

http://www.eufic.org/page/en/fftid/sprouts-ecoli-outbreak/

martedì 19 aprile 2011

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_70_allegato.pdf


Seguire poche importanti regole
quando acquistiamo e prepariamo
gli alimenti garantisce maggiore
sicurezza a ciò che mangiamo

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_71_allegato.pdf

Simpatico opuscolo del Ministero della Salute, informazioni per una corretta igiene degli alimenti in casa.

domenica 27 febbraio 2011

Dieta mediterranea, riduce ipertensione e diabete


Momento d'oro per la dieta mediterranea i cui effetti benefici sono declinati, e pubblicati, da tre riviste internazionali. Eric Bruckert e Daryl Rosenbaum, dell'Assistance publique-hopitaux di Parigi, confermano che regimi alimentari ricchi di fibre, steroli e stanoli, sostanze che riducono l'assorbimento del colesterolo e si trovano prevalentemente in frutta, verdura, legumi e noci, o di proteine della soia «oltre ad abbattere il colesterolo cattivo combattono l'ipertensione e contribuiscono a prevenire il diabete». Seguire diete di questo tipo, concludono gli autori su Current opinion in lipidology, può abbassare i livelli di colesterolo fino al 10%, e ridurre altrettanto il rischio di eventi cardiovascolari. I piatti della dieta mediterranea forniscono anche adeguati apporti di ferro e cromo, come emerge dai risultati, pubblicati dal British journal of nutrition, di uno studio spagnolo che ha analizzato la composizione dei pasti serviti in un collegio femminile, per 21 giorni consecutivi, e la biodisponibilità dei minerali. Infine, ma non meno importante, l'azione protettiva sui danni da fumo che emerge da una revisione della letteratura, effettuata da ricercatori dell'università di Creta e pubblicata su Bmc public health. «Molti studi hanno indicato che alcune malattie attribuibili al fumo, come il tumore del polmone, l'asma e le patologie cardiovascolari, sono inversamente associate all'assunzione di sostanze antiossidanti e lipidi di cui è ricca la dieta mediterranea» scrivono gli autori «servono studi più ampi per confermare questi risultati, ma la dieta mediterranea sembra poter proteggere parzialmente dai danni provocati dal fumo».

sabato 4 dicembre 2010

INTOLLERANZA AL LATTOSIO


L'intolleranza al lattosio è una forma molto comune di deficit di Lattasi, enzima necessario per il metabolismo del latte e dei suoi derivati, presente in circa il 50% della popolazione mondiale. Circa il 30-40% della popolazione italiana ne è affetta, anche se non tutti i pazienti manifestano sintomi. Esiste una forma congenita ed una forma acquisita: la forma congenita si può manifestare nel lattante sin dalla nascita, oppure, più tardivamente, nell'adulto; la forma acquisita è secondaria ad altre patologie, acute (salmonellosi, colera, enteriti acute) o croniche intestinali (celiachia, morbo di Crohn,linfomi, enteriti attiniche).
La mancata scissione del lattosio in glucosio e galattosio, comporta il passaggio della molecola inalterata attraverso l'intestino tenue, dove richiama acqua, fino al colon, dove viene scissa in ammoniaca, idrogeno e anidride carbonica. Il conseguente quadro clinico è caratterizzato da gonfiore e distensione addominale, diarrea, dolori ad dominali di tipo crampiforme, flatulenza. Tali sintomi si possono presentare singolarmente o in associazione. Inoltre, questa patologia è spesso associata alla rettocolite ulcerosa e alla sindrome del colon irritabile.
Il test più sicuro ed affidabile per la diagnosi di intolleranza al lattosio è l'H2 Breath Test, che valuta la presenza di idrogeno nell'espirato prima e dopo la somministrazione di 50 gr. di lattosio, prelevando 9 campioni di aria ottenuti facendo soffiare il paziente in una sacca a intervalli regolari (ogni 30 minuti), per un tempo massimo di 4 ore. In caso di malassorbimento del Lattosio, dopo l'assunzione di quest'ultimo, in assenza dell'enzima che deve metabolizzarlo (Lattasi), nell'intestino si verificano processi di fermentazione, con relativo aumento di produzione di H2, che viene assorbito in circolo ed eliminato attraverso i polmoni con il respiro. Nell'intestino in condizioni di normalità si produce un quantitativo minimo di H2; l'aumento di quest'ultimo nell'espirato, dopo l'assunzione di Lattosio, dimostra un mal assorbimento di varia entità(lieve, moderato o grave).
L'unica terapia per i pazienti affetti da intolleranza al Lattosio è l'esclusione dalla dieta degli alimenti contenenti il Lattosio per un periodo di tempo di almeno tre mesi, con la successiva verifica mediante H2 Breath Test di controllo.
Poiché il lattosio viene spesso utilizzato nell'industria alimentare come conservante, sarà opportuno leggere la composizione degli alimenti in scatola e surgelati, al fine di evitare l'introduzione accidentale di quote di lattosio. Anche molti farmaci contengono lattosio come eccipiente, compresi i granuli omeopatici: attenzione, quindi, ai foglietti illustrativi.
Una conseguenza da non sottovalutare è che le persone affette dal deficit di lattasi evitano istintivamente latte e latticini, determinando una possibile carenza di Calcio.
I formaggi a pasta extradura, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, e quelli a pasta dura(Emmenthal, Groviera) non contengono lattosio, eliminato durante il processo di stagionatura. Possono quindi essere assunti e assicurare un adeguato apporto di calcio.
Le verdure a foglia verde, i fagioli, il latte di soia fortificato ed i succhi 100% frutta integrati con calcio rappresentano buone fonti di calcio; sono inoltre eccellenti fonti di sostanze fitochimiche ed antiossidanti, contengono pochi grassi e sono privi di colesterolo e proteine animali.

DIETA PRIVA DI LATTE
Evitate i seguenti alimenti:
Latte vaccino (sia in polvere che fresco, sia scremato che intero );
Burro;
Yogurt;
Formaggi;
Lattosio (compresi i granuli omeopatici );
Biscotti (con latte o burro negli ingredienti );
Cioccolato al latte;
Crema di pasticceria;
Crema di whisky;
Crema di limoncello;
Gelati;
Margarine (alcune contengono latte);
Latte di capra;
Bovini (manzo - vitello - bresaola );
Agnello - capretto.

Controllate la lista dei vari ingredienti nei seguenti prodotti:
Salse;
Ragù;
Polenta;
Purè di patate;
Ripieni di alimenti surgelati;
Salumi in genere (latte in polvere per amalgamare le carni);
Prosciutto cotto.
Come alternative si possono provare:
latte di soia - cocco - mandorle - riso;
budini e gelati di soia.

venerdì 26 novembre 2010

salvabebè

PER IL TUO BAMBINO…


ACQUA: scegliere un acqua con residuo fisso inferiore a 200 mg/l. Possibilmente acqua di montagna e in vetro. E’ bene offrire acqua al bambino con il bicchierino e non con il biberon.

TABELLA PER L’INTRODUZIONE DI FRUTTA (di stagione)

Fino a 7 mesi: mela, pera.
Da 7 a 9 mesi: prugne nere, prugne gialle, susine, albicocche.
Da 9 a 12 mesi: mandarini, clementine, melone, pesche, anguria, ciliegie.
Oltre i 12 mesi: fragole, kiwi, arance.
NB: le banane solitamente non sono italiane, ma sono di provenienza dai paesi tropicali, paesi dove la magistratura in campo alimentare è meno restrittiva di quella italiana, quindi le banane possono contenere tracce di antiparassitari, ad esempio il DDT, tossico e cancerogeno. Preferire quindi banane italiane.

TABELLA PER L’INTRODUZIONE DI VERDURA (di stagione)

Dai 6 ai 9 mesi: carota, patata, zucchine, zucca, lattuga, bieta, finocchi, (alghe nel brodo).
Dai 9 ai 12 mesi: sedano, spinaci, porri, cavolfiore, cavolo, cappuccio, punte di asparagi, (ortica, germogli di luppolo, germogli di silene).
Dai 12 ai 18 mesi: pomodori, carciofi, cardi, cavoletti di Bruxelles, verze, cipolla, aglio.
Dai 18 ai 24 mesi: peperoni, melanzane, cetrioli, (alghe).
Oltre i 3 anni: funghi.

TABELLA PER L’INTRODUZIONE DI CEREALI

Fino a 7 mesi: riso, mais, miglio, orzo.
Dai 7 ai 9 mesi: farro, semolino di frumento, grano saraceno.
Dai 9 ai 12 mesi: pastina, cous-cous, panbiscotto
Oltre i 12 mesi: avena, segale.

TABELLA PER L’INTRODUZIONE DEGLI ALIMENTI PROTEICI

Fino ai 7 mesi: latte materno, yogurt vaccino o caprino, ricotta, mandorle, lenticchie rosse.
Da 7 a 9 mesi: piselli, (tofu).
Da 9 a 12 mesi: fagioli, ceci, formaggi freschi, tuorlo d’uovo (a 10 mesi), parmigiano (introduzione controversa).
Oltre i 12 mesi: parmigiano, pesce, (seitan).
Oltre i 18 mesi: uovo intero, carne (bianca preferibilmente)
Dopo i 3 anni: insaccati, dolci e gelati industriali.

TABELLA PER IL BAMBINO ALLERGICO

FRUTTA A BASSA REATTIVITA’ ALLERGICA:
pera, banana, prugna, susina.
FRUTTA AD ALTA REATTIVITA’ ALLERGICA:
mela, albicocca, ciliegie, pesca, anguria, melone, agrumi, fragole, kiwi.
VERDURA A BASSA REATIVITA’ ALLERGICA:
carota, patata, bieta, lattuga, finocchio, zucca.
VERDURA AD ALTA REATTIVITA’ ALLERGICA:
sedano, zucchina, pomodoro, melanzana.

martedì 2 novembre 2010

Dormire poco annulla gli sforzi dimagranti

Limitare le ore di sonno notturno vanifica i successi che si possono ottenere con la dieta. L'interessante novità emerge da una ricerca condotta da un'equipe della University of Chicago's General Clinical Resource Center. I dieci i soggetti inseriti nello studio, di età compresa tra 35 e 49 anni, in soprappeso od obesi, sono stati sottoposti a una dieta ipocalorica e valutati in due periodi successivi: durante il primo periodo hanno dormito mediamente per 8,5 ore per notte, durante il secondo 5,5. In entrambi i momenti la dieta ha previsto un introito di 1450 calorie al giorno. Al termine della ricerca è emerso che in entrambe le sessioni si è verificato un calo ponderale di circa 3 kg. Quello che è cambiato, e di molto, è stato la composizione di questi chili persi. Durante il periodo che comprendeva otto ore abbondanti di sonno, dei 3 kg persi metà era costituita da grasso e l'altra metà da massa magra; durante il periodo di 5,5 ore di sonno, soltanto 700 grammi erano formati da grasso mentre i rimanenti 2,7 kg erano composti da massa magra. Inoltre, dormire un numero adeguato di ore per notte aiuta a mantenere sotto controllo la grelina, un ormone che stimola l'appetito. Poche ore di riposo notturno ne aumentano invece la presenza nell'organismo, determinando quindi un senso di fame maggiore. "Con questa ricerca abbiamo evidenziato senza ombra di dubbio come la composizione dei chili persi durante una dieta dipenda in larga misura da quante ore si dorme la notte", conclude Plamen Penev, dell'università di Chicago.

martedì 20 luglio 2010

Lupino, un ingrediente speciale


Il lupino appartiene alla famiglia delle leguminose. E' dotato di una buona qualità nutrizionale ed è inoltre un alimento senza glutine.

Qualità nutrizionali: - Da un punto di vista nutrizionale, il lupino è importante per l'apporto di proteine (43% su 100g di farina), pari a quello della soia (40,8% su 100g di farina) paragonabile a quello della carne e superiore a quello delle uova. Il lupino, quindi diventa una ottima fonte alternativa alle proteine di origine animale. Recenti studi hanno dimostrato che nel lupino è presente una particolare proteina con potere ipocolesterolemizzante e ipoglicemizzante, caratteristica di particolare interesse per chi ha livelli alti di colesterolo (> 200 md/dl) e glicemia (> 110 md/dl). Più elevato di tutti gli altri legumi è l'apporto in fibra (25.5g su 100g farina), mentre l'apporto in grassi è inferiore rispetto a quello della soia (8% vs 23%) . Infine ottimo il rapporto omega 6/omega3, importanti acidi grassi definiti "essenziali", poiché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e dunque debbono essere assunti con la dieta. Tra le varie caratteristiche positive del lupino risalta anche il basso contenuto di fitati (sali dell'acido fitico), molecole che riducono la biodisponibilità di due importanti minerali: il calcio e lo zinco.

Tale legume contiene una specifica proteina, la conglutina-gamma. Secondo gli studiosi, la conglutina-gamma può "Contribuire a migliorare il metabolismo del glucosio: imitando l'insulina, la sostanza in questione aumenta la concentrazione di proteine attivatori di GLUT-4, il trasportatore di glucosio del muscolo, e di regolare il metabolismo dei muscoli.
In ogni caso, il lavoro dei ricercatori italiani non è ancora concluso, i risultati non definitivi. Il prossimo passo dell'indagine sarà approfondire le qualità della conglutina-gamma in veste di composto insulino-sensibilizzante e aprire alla sua applicazione come farmaco, come integratore alimentare nell'obesità, e anche in altre condizioni insulino-resistenti come la sindrome metabolica.

martedì 18 maggio 2010

L'allattamento al seno rinforza le ossa.

I bambini allattati al seno vantano uno scheletro in media più grande e robusto a quattro anni di età rispetto ai coetanei nutriti solo con latte artificiale.

giovedì 13 maggio 2010

ALIMENTAZIONE E SPORT

Le discipline sportive non sono tutte uguali, talune si classificano come sport di resistenza (maratona, ciclismo, canottaggio...), altre come sport di forza (body building..) o ancora sport di destrezza (ginnastica artistica e ritmica..). In una competizione sportiva o allenamento il tipo di attività può essere aerobica, anaerobica o mista.

La spesa energetica attribuibile allo sport si può calcolare grazie ai coefficienti per le attività sportive (MET). Un MET corrisponde a 3,5ml di ossigeno consumato per Kg di peso corporeo per minuto, questo parametro dipende quindi dal peso dell'individuo e dalla durata dell'esercizio.

La dieta dello sportivo deve essere sana ed equilibrata, ma soprattutto variata. I vegetali e la frutta sono indispensabili per recuperare sali minerali, vitamine, acqua e antiossidanti, utili per il benessere cellulare. Le proteine sono importanti e sono maggiormente dosate negli sport di forza rispetto a quelli di resistenza, i quali avranno invece più necessità di una quota superiore di carboidrati. Importante è organizzare correttamente gli orari dei pasti e degli spuntini, per garantire l'energia sufficiente al muscolo per ottenere la miglior prestazione fisica e fornire la razione di recupero x riformare il glicogeno muscolare entro 20 minuti dalla fine dell'attività sportiva, al fine di evitare glicogenosintesi a partire dalle proteine del muscolo stesso. E' quindi indicato un piccolo spuntino a base di zuccheri semplici, come ad esempio 1 piccolo frutto, 150ml di latte, 1 yogurt alla frutta, 1 succo di frutta...

In caso di competizioni sportive l'atleta avrà bisogno di aumentare il glicogeno muscolare già dalla sera precedente e quindi la cena sarà ricco di carboidrati (pasta ad esempio). Il giorno stesso della gara si possono mangiare carboidrati complessi 3 ore prima della prestazione, mentre un'ora prima è bene assumere una bevanda con il 5% di zuccheri, oppure un frutto.

Reintrodurre l'acqua alla fine della competizione o allenamento è fondamentale per evitare la disidratazione, in alcuni sport di resistenza molto duraturi l'acqua va assunta a piccoli sorsi anche durante l'attività stessa.

Una ricetta casalinga per la reidratazione: aggiungere ad un litro di acqua naturale minerale, 30g zuccheri, 2g sale ed il succo di un arancia o pompelmo.


Le conseguenze della disidratazione sono:


secchezza della bocca

secchezza della pelle

arrossamento della pelle

astenia

cefalea

inappetenza

apatia

crampi muscolari


Il fabbisogno giornaliero di acqua per i bambini è di 1,5ml per calorie introdotte con la dieta; mentre per l'adulto è di 1 ml per calorie introdotte con la dieta oppure 30ml per Kg di peso corporeo (es adulto di 60Kg dovrebbe introdurre 1800ml di acqua).

Può essere utile sapere che l'acqua più alcalina può aiutare a contrastare l'acidosi lattica, quindi non gasata, minerale, con pH alto.








giovedì 8 aprile 2010

IL DIARIO ALIMENTARE

Il DIARIO ALIMENTARE è un strumento semplice e molto utile alla dietoterapia, si utilizza registrando dettagliatamente gli alimenti assunti durante tutti i momenti della giornata, compresi i caffè assunti durante la giornata con l'eventuale zucchero aggiunto, e le eccezioni varie, le caramelle, le bevande gassate e/o zuccherate, i cioccolatini…
E' possibile e utile aggiungere dei commenti al pasto, che possono riguardare lo stato d'animo, di salute e la situazione.
La massima SINCERITA’ nel compilare il Diario Alimentare ti procurerà i maggiori benefici, rendendo possibile un reale aiuto da parte della dietista ed una personale consapevolezza, utile al miglioramento delle abitudini alimentari.
DIARIO ALIMENTARE SETTIMANALE

COLAZIONE SPUNTINO PRANZO MERENDA CENA DOPOCENA

LUNEDI

MARTEDI

MERCOLEDI

GIOVEDI

VENERDI

SABATO

DOMENICA



commenti
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Allattamento al seno

L'allattamento materno risulta essere il modo ottimale per nutrire e accudire il proprio figlio nei primi mesi di vita ed è una delle caratteristiche fondamentali dell'essere umano, in quanto mammifero.

Nonostante i grandi progressi degli ultimi decenni nel campo dell’alimentazione artificiale del lattante, l’alimentazione al seno resta la migliore possibile per i primi mesi di vita, infatti assicura uno stato di piena salute psico-fisica al lattante ed un equilibrato e sano rapporto psico-affettivo tra madre e figlio.

VANTAGGI DEL LATTE MATERNO:
-Diversa composizione chimica rispetto al latte vaccino e agli altri tipi di latte
-Presenza di modulatori di crescita ancora non ben identificati nella loro natura chimica
-Alta biodisponibilita’ di ferro, zinco, lipidi e presenza di lipasi;
-Proprietà antinfettive dovute alla presenza di fattori ad azione anti-batterica ed antivirale;
-E' ricco di anticorpi che proteggono il neonato, rinforzando il suo sistema immunitario;
-Il costo è decisamente inferiore al latte artificiale.
-La composizione del latte materno cambia durante il giorno e nel corso del tempo.
-E’ completo, ha la giusta quantità di acqua, è facilmente digeribile e lo protegge da varie malattie dell’infanzia e dell’età adulta.
-L'assorbimento e la digestione del latte materno è pressoché immediata e integrale.
-L'allattamento al seno soddisfa bisogni diversi dalla fame, quali la sete (data l'alta percentuale di acqua presente nel latte), il bisogno di consolazione, di contatto e di contenimento, soprattutto nei primi sei mesi.

L‘Organizzazione Mondiale della Sanità parla di 6 mesi almeno di allattamento esclusivo, durante i quali il neonato si nutrirà esclusivamente del latte della madre, senza assumere nessun altro alimento o bevanda.

VANTAGGI PER LA MADRE:
Durante l'allattamento al seno si producono ormoni che:
-favoriscono il rilassamento e la serenità,
-aumentano l'istinto materno e il legame affettivo con il bambino
-contribuiscono alla prevenzione dei tumori di seno ed ovaie.
Nelle donne che allattano c'è una drastica riduzione dei casi di depressione post-parto.
Inoltre un contatto precocissimo con il bambino (nei primi minuti dopo il parto) stimola la produzione di ossitocina grazie alla quale la contrazione dell'utero risulta più rapida, quindi la pulizia e l’involuzione fisiologica.
L'allattamento permette alla madre di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza, proprio in vista del periodo di allattamento, e di ritornare quindi facilmente al peso forma.


Alimenti da evitare durante l’allattamento

(in caso di coliche e meteorismo doloroso del figlio)

Cavoli, cavolfiori, broccoli, cardi,asparagi, verza, cicoria, rape, radicchio, carciofi, pomodori acerbi, patate inverdite, funghi, aglio crudo, cipolla cruda, porro, erba cipollina.

Selvaggina, cacciagione, carni conservate, insaccati, wurstel, zampone, cotenna, bovino con gelatina in scatola.

Camerbert, cheddar, gorgonzola, pecorino, brie, provola affumicata, roquefort.

Strutto,lardo, panna, maionese, insalata russa, dado da brodo, ketchup, noce moscata, curry, peperoncino.

Mitili, molluschi, polpa di granchio, surimi, acciughe salate, acciughe sott'olio.

Castagne, frutta secca, legumi poco cotti.

Superalcolici.

Alimenti da consumare raramente e con moderazione :
Vino, Birra Caffè, Coca Cola, Thé
Agrumi, Fragole,
Crostacei, Salmone affumicato, Tonno, Sgombro, Alici, Aringhe
Spinaci, Funghi, Pomodori, Bietole
Formaggi fermentati
Cioccolato, Cacao, Dolci da pasticceria,
Fritture, Margarine,
Prodotti da forno confezionati.

lunedì 15 marzo 2010

Calcio sole e movimento per le ossa... fin da giovani.

Raggiungere il picco di massa ossea nell'infanzia e nell'adolescenza è cruciale nel ridurre il rischio di osteoporosi negli anni successivi. E' durante l'infanzia, infatti, che i bambini accumulano il calcio necessario che poi servirà nelle età avanzate. Lunica prevenzione efficace si attua da giovani, è in questo momento, infatti, in cui si riesce ad aumentare in maniera sensibile la massa ossea, attraverso tre punti: il primo è una dieta equilibrata, che garantisca il fabbisogno di calcio e vitamina D; il secondo è l'attività fisica regolare; e il terzo punto è la sufficiente esposizione alla luce del sole, infatti anche quando c'è carenza di vitamina D, questo è il modo migliore per produrla. La prevenzione perciò deve iniziare da giovanissimi.

Fonti alimentari di Calcio: latte e derivati, avena, noci, mandorle, vegetali a foglia verde e spezie.

Fonti alimentari di Vitamina D: olio di fegato di merluzzo, salmone, aringhe, latte e derivati, uova, fegato, verdure a foglia verde.

venerdì 12 marzo 2010

Diabesità

L'obesità, oltre a rappresentare di per sè stessa una condizione patologica, è anche la causa singola principale del diabete tipo 2. L'80% degli obesi adulti diventa diabetico. Anche nel bambino l'obesità rappresenta un forte fattore di rischio per il diabete, tanto che questa malattia, fino a qualche anno fa appannaggio esclusivo dell'età adulta, comincia per la prima volta nella storia dell'umanità, ad apparire in età pediatrica.

giovedì 25 febbraio 2010

Screening e criteri diagnostici per il diabete gestazionale


Il diabete gestazionale è una patologia tipica del periodo di gravidanza. Nella maggior parte dei casi scompare con il termine della gravidanza, anche se il rischio di sviluppare un diabete tipo 2 dopo 5-10 anni dopo il parto è aumentato.

I fattori di rischio per l'insorgenza di questa patologia sono:
- obesità,
- familiarità diabetica,
- diabete gestazionale in una precedente gravidanza,
- precedente parto di bambini di peso superiore a 4,5 kg,

- alimentazione squilibrata ed eccessiva,
- età piuttosto avanzata per la gravidanza.


La placenta secerne diversi ormoni che hanno un effetto contrario a quello dell'insulina, provocano, cioè, l' iperglicemia (aumento degli zuccheri nel sangue). L' organismo materno reagisce all'effetto iperglicemizzante degli ormoni placentari aumentando la produzione pancreatica di insulina, il principale ormone che agisce diminuendo gli zuccheri nel sangue e favorendo la loro utilizzazione da parte dei tessuti. Se il pancreas materno non riesce a far fronte all'aumentata richiesta e produce quantitativi di insulina non più sufficienti a tenere sotto controllo la glicemia siamo in presenza di diabete gestazionale .


Screening per il diabete gestazionale:

CARICO ORALE DI GLUCOSIO di 50g: un prelievo con misurazione del glucosio plasmatico a digiuno e un secondo prelievo un'ora dopo l'assunzione dei 50g di glucosio.

Un valore maggiore o uguale a 140mg/dl nel plasma venoso indica la necessità di un test diagnostico completo sulla tolleranza al glucosio.


Diagnosi di diabete mellito gestazionale:

Carico di 100g di glucosio somministrato al mattino dopo un digiuno notturno di almeno 8 ore, ma non più di 14 ore, e dopo 3 giorni di dieta libera e di attività fisica.

Il glucosio plasmatico venoso è misurato a digiuno e 1, 2 e 3 ore dopo il carico di glucosio. La paziente dovrà rimanere seduta e non dovrebbe fumare nel corso dell'esecuzione del test.

Per la diagnosi di diabete devono essere presenti almeno 2 delle seguenti concentrazioni nel plasma venoso:

A digiuno 105mg/dl

60 min: 190mg/dl

120 min: 165 mg/dl

180 min: 145 mg/dl


Qual è la cura?

La cura principale riguarda la dieta . In questo caso specifico è importante controllare le glicemie e al tempo stesso fornire le calorie e le sostanze nutrienti sufficienti per sostenere sia i bisogni della madre che l'accrescimento adeguato del feto. E' essenziale introdurre molta fibra vegetale grazie alla verdura e ai legumi debitamente conteggiati nella dieta.

giovedì 21 gennaio 2010

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA


Alcuni consigli:
  1. fare pasti piccoli e frequenti (4-5)

  2. consumare quantità non scarse di latte come tale o aggiunto ad altri alimenti (es. purè), per il suo prezioso contenuto di proteine ad elevato valore biologico e soprattutto di Calcio, Fosforo, Magnesio, vitamine A e D. Se poco tollerato si può consumare Latte ad Alta Digeribilità.

  3. consumare quotidianamente alimenti con proteine ad alto valore biologico come carne, pesce, uova, formaggio.

  4. nelle donne negativa al Toxo Test è importante evitare il consumo di carni crude, insaccati (es. prosciutto crudo) verdura cruda e frutta non correttamente lavate o sbucciate (è preferibile utilizzare Amuchina o bicarbonato). Evitare assolutamente contatti e contaminazioni con feci di gatti.

  5. sostituire spesso la carne con il pesce (3 volte la settimana), per il suo contenuto di acidi grassi poliinsaturi, fosforo, iodio e per la maggiore digeribilità.

  6. consumare abitualmente ortaggi e frutta fresca per l'apporto di vitamine, minerali e fibra alimentare.

  7. consumare cibi integrali in modo da combattere la stipsi che si manifesta frequentemente in questo periodo.

  8. evitare o ridurre cibi che generano gonfiore addominale e meteorismo.

  9. evitare superalcolici, aperitivi, vini liquorosi e ridurre al minimo il consumo di vino e birra.

  10. limitare il consumo di caffè, tè o bevande come la coca-cola o energy drink in quanto contengono caffeina.

  11. non eccedere nel consumo di alimenti dolci al fine di contenere l'aumento di peso nei valori ritenuti desiderabili.

  12. preferire cibi poco elaborati, facilmente digeribili e limitare fritture e gli alimenti troppo salati.

  13. l'uso del sale dovrebbe essere ridotto per non accentuare la ritenzione idrica e per un miglior controllo pressorio.

martedì 29 dicembre 2009

Dieta senza alimenti ricchi di istamina, tiramina o istamino-liberatori

L'istamina negli alimenti deriva dalla degradazione dell’istidina, un aminoacido che è contenuto in qualsiasi alimento ci siano proteine, quindi ovunque. La degradazione dell’istidina avviene per opera di microorganismi: batteri, lieviti, muffe presenti nell’alimento sia per contatti accidentali, sia per scopi tecnologici: formaggi, bevande alcoliche, alimenti fermentati, come crauti. Più è lungo il tempo di conservazione di un alimento, maggiore è la probabilità che esso contenga derivati delle proteine come l’istamina. Inoltre i batteri presenti nell’intestino possono anch’essi provocare la degradazione dell’istidina in istamina a livello intestinale.



L’istamina può provocare nausea, vomito e diarrea, crampi intestinali, vampate di calore, sensazione di bruciore e formicolio in bocca, orticaria, ipotensione, cefalea, palpitazioni cardiache.


Astenersi dall'assunzione (o comunque riduzione) di alimenti ricchi di istamina, tiramina o istamino-liberatori:


• noci, noccioline, cioccolato, coca-cola;
• fragole, melone, agrumi, kiwi;
• formaggi fermentati, tra cui Camembert e Cheddar,;
• fegato;
• pesce (tonno, salmone, sardine ecc.);
• pomodoro, spinaci, zucchine, crauti;
• bianco d'uovo;
• crostacei e frutti di mare;

. salse derivate dalla soia.


Eliminare i fattori che aumentano l'assorbimento dell'istamina:
• aspirina e similari;
• purganti chimici;
• antibiotici;
• dieta ricca di amidi (fagioli, piselli, castagne ecc.);
• nitriti (cibi conservati ed insaccati);
• alimenti irritanti (spezie, caffè, alcool).



Evitare i fattori che aumentano la perfusione cutanea:
• esposizione al caldo eccessivo;
• stress emotivo;
• bevande alcoliche.

mercoledì 28 ottobre 2009

Acido Folico


L’acido folico si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, frutta come limoni, kiwi e fragole, e nel fegato. Il processo di cottura però distrugge la grande maggioranza di folato presente nei cibi.

Alimenti fortificati

Sono pochi i cereali che contengono acido folico in quantità tali da soddisfare con una singola razione il fabbisogno quotidiano. Nel 1998 la Food and Drug Administration (l’organismo federale statunitense per la sorveglianza sui farmaci e sugli alimenti) ha disposto l’aggiunta di acido folico a tutti i cereali ‘fortificati’ nella misura di 0,14 mg per 100 grammi di prodotto in granella. Sono così acquistabili sul mercato americano alimenti fortificati come la farina, il pane, il riso e altri prodotti a base di cereali. In Italia, non esiste l’obbligo di produzione di alimenti fortificati, ma esiste solo una fortificazione volontaria adottata da alcune industrie alimentari. Sono quindi presenti sul nostro mercato solo alcuni alimenti fortificati come cereali da colazione prodotti da industrie multinazionali, succhi di frutta, un latte speciale UHT e pochi altri prodotti.

domenica 20 settembre 2009

Acrillammide

Recenti studi hanno classificato l'Acrilammide un potente cancerogeno.

Quantità di Acrilammide contenuta negli alimenti
Alimento - microgrammi per chilo di prodotto (min - max)
Patate fritte: 50 - 3.5OO
Biscotti, cracker, toast, pane tostato: 30 - 3.200
Cereali per colazione: 30 - 1346
Prodotti da forno: 50 - 450
Caffè macinato: 170 - 230
Cacao in polvere: 50 - 100
Pollame impanato o in pastella: 39 - 64
Pesce impanato o in pastella 30 - 39

mercoledì 9 settembre 2009

Açaì berry


L’Acai, detto anche Acai Berry, è una bacca piccola e tonda di colore violaceo, molto simile al mirtillo, frutto di una varietà di palma che cresce solo nella foresta amazzonica. Dapprima diffusa esclusivamente in Brasile e negli altri paesi dell’America Latina, in questi ultimi anni viene ampiamente commercializzata in Europa sotto forma di bevande, tavolette e pillole. L’açaì è una palma molto sottile che può raggiungere un’altezza di 25 metri. Per poter raccogliere i ciuffi dei frutti in cima alla pianta è necessario essere molto leggeri. La raccolta viene fatta durante la notte [momento più fresco della giornata], per riuscire a raggiungere il mercato fin dalle prime ore del mattino. Tale operazione serve per poter mantenere intatte le proprietà antiossidanti dell'acai. La bacca è composta all’80% dal nocciolo e per il restante 20% dalla polpa. La buccia è praticamente inesistente. All’arrivo mattutino delle ceste, le bacche vengono lavate, quindi spolpate, la polpa segue un processo molto attento di pastorizzazione, confezionata e immediatamente dopo, surgelata. In tal modo tutte le proprietà benefiche del frutto vengono salvate e rimangono inalterate fino al momento del consumo.


Una incredibile risorsa di antociani e di fibre.

Gli antociani contenuti in polifenoli [pigmento della pianta purpureo con potente proprietà antiossidante] sono sostanze presenti anche nel vino rosso, ma l’açaì ne è 33 volte più ricca. L’antocianina primaria contenuta nell’açaì è la cianidina-3-glucosica. Quest’ultima ha una capacità radicale di assorbimento dell’ossigeno 3,5 volte più elevata della antocianina presente nel vino rosso. La composizione degli acidi grassi dell’açaì è analoga a quella dell’olio di oliva, che per lungo tempo è stata considerata il motivo della bassa incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione mediterranea. La predominanza dei lipidi monoinsaturi, acido oleico [omega-9] ha un effetto positivo sull’abbassamento del colesterolo l’LDL. La presenza di acido linoleico [omega-6] aiuta a mantenere sane le membrane delle cellule. Significante la risorsa di fibre: 5 grammi in ogni porzione di açaì.

giovedì 9 luglio 2009

FRUTTA ESTIVA





LA FRUTTA ESTIVA E' RICCA DI

POTASSIO, CAROTENOIDI, VITAMINE E ANTIOSSIDANTI...

UN INVESTIMENTO SULLA SALUTE!




giovedì 28 maggio 2009

Frutta

Quando sono a dieta, tra la frutta,
posso scegliere la banana??

Se non si hanno problemi di diabete è possibile includere
la banana tra le porzioni di frutta calcolando le calorie che
essa apporta rispetto agli altri frutti :
CALORIE DELLA BANANA
100 g di banana (Dati INRAN 2004): 64 kcal
1 banana sbucciata pesa in media 150 g
e ha perciò 96 kcal = 150 (g) x 64 (kcal) : 100 (g)

Cosa è la celiachia


La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.
L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 400 mila, ma ne sono stati diagnosticati intorno ai 85 mila. Ogni anno vengono effettuate cinque mila nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo di circa il 10%.
Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole dosi, può causare danni.
La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.


Il glutine è una proteina contenuta in alcuni cereali: frumento, farro, orzo, segale, avena. Seguire una dieta senza glutine significa evitare alimenti contenenti questi cereali e i loro derivati. Si possono utilizzare invece altri tipi alimenti quali: riso, mais, miglio, manioca ed altri.
Molte industrie alimentari hanno messo in commercio alimenti senza glutine sempre più gradevoli: farine che sostituiscono quella di grano, pane, pasta, biscotti, dolci, cracker, grissini, fette biscottate, merende. La dieta del celiaco risulta così varia ed equilibrata nonostante l’esclusione del glutine.


La Diagnosi di celiachia
Nel soggetto geneticamente predisposto l’introduzione di alimenti contenenti glutine, quali pasta, pane, biscotti o anche tracce di farina ricavata da cereali vietati, determina una risposta immunitaria abnorme a livello dell’intestino, cui consegue una infiammazione cronica con scomparsa dei villi intestinali.
Importanti e qualche volta irreversibili le malattie determinate da una diagnosi tardiva: osteoporosi, infertilità, aborti ripetuti, bassa statura nei ragazzi, diabete mellito, tiroidite autoimmune, alopecia, epilessia con calcificazioni cerebrali e il temutissimo linfoma intestinale.
Non sempre la celiachia si presenta in modo palese. Infatti le sue forme cliniche possono essere molteplici. La forma tipica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), quella atipica si presenta tardivamente con sintomi prevalentemente extraintestinali (ad esempio anemia), quella silente ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti e quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi ma con biopsia intestinale normale.
La diagnosi di celiachia si effettua mediante dosaggi sierologici: gli AGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG), gli EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA). Recentemente è stato messo a punto un nuovo test per il dosaggio di anticorpi di classe IgA, gli Anti-transglutaminasi. Per la diagnosi definitiva di celiachia è però indispensabile una biopsia dell’intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, dall’esame istologico del quale è possibile determinare l’atrofia dei villi intestinali.

venerdì 15 maggio 2009

COME DIFENDERSI DAL CANCRO A TAVOLA

Attività fisica e dieta appropriata potrebbero prevenire addirittura un terzo della mortalità per tumori. Il consumo eccessivo di cibi grassi , dolci e bibite carbonate predispone alla malattia tumorale.
Sono stati denunciati quali temibili alleati per la crescita del cancro: eccesso di introito energetico, problemi metabolici, radicali liberi e invecchiamento dei tessuti. Le raccomandazioni quindi sono: mangiare e bere sano, bilanciando l'apporto calorico con l'attività fisica, per evitare l'aumento di peso e di eventuali patologie associate, come il diabete.
GRIGLIATE E BARBECUE?
Uno studio su 208 soggetti, effettuato dagli oncologi di Denver ha evidenziato che il rischio di sviluppare tumore al pancreas aumentava tra i consumatori di carni molto cotte, grigliate, cotte al barbecue e fritte, del 60%. Questi tipi di cottura possono generare metaboliti cancerogeni che non si formano quando invece la carne è invece cotta al vapore, al forno, al sugo, o al microonde. Comunque per chi non vuole rinunciare al piacere della carne alla brace il consiglio è di eliminare le parti di carne bruciata e di non eccedere con le dosi!
I BENEFICI GRASSI DELLE NOCI
Secondo gli scienziati, con due noci al giorno si potrebbe diminuire il cancro al seno, grazie agli acidi grassi omega-3, i fitosteroli e gli antiossidanti di cui le noci sono particolarmente ricche. Il suggerimento è di utilizzare le noci come snack al posto di patatine fritte, chips o biscotti, sostituendo calorie "vuote" con calorie piene di preziosi principi attivi, che proteggono dai tumori, ma anche dalle malattie cardiovascolari.
IL POMOD"ORO"
Il pomodoro è un alimento prezioso per la prevenzione del tumore, in particolare quello della prostata, grazie alla presenza di una sostanza, detta Licopene, che possiede un’altissima capacita' antiossidante e antiradicali liberi.
Nel pomodoro il Licopene in seguito alla maturazione del frutto va a sostituire la clorofilla, e' infatti, il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo.
Nell’osservazione dei metodi di lavorazione del Licopene, con particolare attenzione al riscaldamento, e' stato dimostrato che la sua struttura viene modificata portando alla formazione di isomeri di tipo “cis”, che sono stati valutati maggiormente assimilabili dall’organismo umano, mostrando cosi' una maggiore biodisponibilita'. Inoltre la quantita' di Licopene in tutti i derivati trattati del pomodoro risulta essere molto alta (100-150 mg per Kilo) superando i livelli relativi alla quantita' nei pomodori rossi freschi. Dunque nella preparazione culinaria o industriale la struttura del Licopene e' apparsa molto stabile anche rispetto a quella della vitamina C.
E' opinione diffusa che gli effetti benefici del Licopene siano molteplici e che le controindicazioni all’assunzione di questa sostanza praticamente inesistenti. Ci sentiamo quindi in grado di affermare che una dieta ricca di Licopene puo' essere consigliata a tutte le eta', a partire dai dieci mesi di vita, poiche' la prevenzione di alcune patologie e' condizionata anche da un’alimentazione equilibrata in grado di fornire all’organismo tutte quelle sostanze nutritive e protettive che possono intervenire a migliorare la salute e il benessere fisico, e quindi la qualita' della vita di ogni individuo.

mercoledì 13 maggio 2009

IMPEDENZIOMETRIA

La misurazione della impedenza corporea (Body Impedence Assessment o B.I.A.), è una delle tecniche attualmente più usate ed affidabili per la determinazione della composizione corporea.
Si basa sul dato fisico che l'acqua è un buon conduttore di corrente elettrica, mentre il grasso è un isolante quasi perfetto. Poichè la Massa Magra corporea (Fat Free Mass - FFM) è costituita prevalentemente da acqua, determinando il contenuto di acqua dell'organismo, è possibile risalire facilmente al contenuto in FFM, e quindi al contenuto di Massa Grassa (FAT).
Allo scopo, viene utilizzato un apparecchio chiamato Impedenziometro, che, collegato tramite elettrodi al paziente, misura la resistenza che il corpo oppone al passaggio di una corrente debolissima e ad altissima frequenza (50.000 Hz). Dal valore della impedenza corporea, tramite alcuni algoritmi e con l'ausilio di un computer, si risale al contenuto di acqua corporea, di massa magra, di massa grassa, ed al metabolismo basale del paziente.
L'impedenziometria risulta particolarmente utile come strumento di controllo durante le terapie dietetiche.

Per ottenere un risultato il più possibile accurato, è necessario che il paziente sia a digiuno e senza bere da almeno 4 ore, ed abbia vuotato la vescica subito prima dell'esame. I piedi debbono essere bene asciutti, e possibilmente nudi. Il paziente non deve indossare oggetti metallici.
Non è assolutamente un esame doloroso.

Dietetics: a profession for health

A dietitian is a person with a qualification in Nutrition & Dietetics recognised by national authority. The dietitian applies the science of nutrition to the feeding and education of groups of people and individuals in both health and disease.

martedì 28 aprile 2009

Ecologico e salutare

Un italiano su due considera la bicicletta come un ottimo antistress e un modo ideale di ricaricarsi di energie. Chi va abitualmente in bicicletta aumenta anche la fiducia in se stesso: l’attività fisica libera infatti le endorfine, ormoni del benessere. I vantaggi che il ciclismo, anche praticato in modo amatoriale e “blando”, offre alla salute sono numerosissimi. In primo luogo, il fatto di pedalare fa bruciare calorie e aiuta a dimagrire. Il ciclismo è infatti un’attività aerobica che comporta uno sforzo di intensità costante e prolungata. Dopo i primi venticinque minuti consecutivi, l’organismo comincia a bruciare grassi, per un consumo complessivo di 400-500 calorie all’ora. Pedalare aiuta poi a tonificare i muscoli, migliora la circolazione e contribuisce a combattere la cellulite. Si tratta di uno sport molto adatto anche a chi è in forte sovrappeso perché permette di effettuare movimento senza sovraffaticare le articolazioni.

venerdì 24 aprile 2009

Perché dobbiamo preoccuparci della fibra e perché essa è utile all'organismo?

La fibra è l'insieme di quei componenti degli alimenti vegetali che non sono digeribili dall'uomo. Vi sono fibre con strutture chimiche diverse, come quelle insolubili presenti nei cereali (cellulosa e lignina) e quelle solubili contenute nella frutta (pectina), che hanno effetti fisiologici diversi, tutti utili al nostro organismo.A seconda del tipo, infatti, la fibra contribuisce, nel caso della cellulosa, a regolare le funzioni e l'igiene intestinali; nel caso della pectina, a controllare glicemia e colesterolemia. La fibra, inoltre, dà un importante contributo al volume del cibo ingerito e quindi al raggiungimento del senso di sazietà. É bene, perciò, consumare, sotto le più varie forme, alimenti contenenti fibra (cereali e pane, anche integrali, frutta, verdura, ortaggi e legumi, i quali ultimi contengono entrambi i predetti tipi di fibra), comprendendoli abitualmente nella alimentazione giornaliera.
Bisogna anche tener presente che ad una regolare funzione intestinale è stata attribuita una azione protettiva contro lo sviluppo di tumori.
É inoltre preferibile ingerire fibra attraverso gli alimenti che ne sono ricchi, piuttosto che aggiungere alla propria alimentazione fibre preparate come prodotto dietetico.

sabato 4 aprile 2009

SCHEMA PER LA VALUTAZIONE DEL PROPRIO PESO


COME SI USA
Unite con un righello i metri corrispondenti alla statura (riga verticale di sinistra) con i chilogrammi relativi al peso (riga verticale di destra). II punto di incontro della linea tracciata dal righello con la riga centrale indicherà la fascia nella quale si colloca il Vostro peso (sottopeso, normale, sovrappeso, obeso).

lunedì 30 marzo 2009

Che cosa significa alimentarsi in modo sano?

Nel corso degli ultimi trent'anni, l'alimentazione degli italiani è profondamente cambiata. Lo sviluppo dell'economia, i grandi mutamenti sociali, la spinta a raggiungere un più elevato tenore di vita, hanno fatto emergere la tendenza a consumare con maggior frequenza e in più larga misura quei generi alimentari un tempo considerati rari e pregiati. La possibilità di nutrirsi con una maggiore varietà e ricchezza di cibi ha portato indubbi benefici, con la scomparsa pressoché totale delle cosiddette carenze nutrizionali. Per contro, la prevalente tendenza a mangiare più del necessario, spesso accompagnata da notevoli squilibri fra i vari componenti della dieta, ha portato gli italiani ad essere più esposti ad altri gravi rischi, come la maggiore incidenza di obesità, di ipertensione, di arterosclerosi, di diabete, ecc. E tutto ciò si è verificato, paradossalmente, come conseguenza dell'abbandono di quella dieta italiana tipicamente mediterranea, composta da legumi, cereali, ortaggi, olio d'oliva, frutta, pesce, uova, carni bianche e rosse ma con moderazione.

venerdì 27 marzo 2009

I disturbi del comportamento alimentare rappresentano un problema sempre piu' diffuso

Bulimia e Anoressia Nervosa sono disturbi del comportamento alimentare che colpiscono, nella maggioranza dei casi, donne molto giovani. I dati statistici affermano che, in Europa, il numero delle persone affette da tali disturbi ha subito un notevole incremento negli ultimi anni. Molteplici le motivazioni che vanno ricercate in massima parte nell’ambito sociale e psicologico delle pazienti: nella continua ed esasperata ricerca di perfezionismo, nella bassa autostima, nella paura di perdere il controllo, nell’odio verso il proprio corpo nonche' in una predisposizione famigliare a tali disturbi. Per molti mesi, questi comportamenti possono venire mascherati a un occhio poco attento e possono apparire come tentativi di mantenere la linea o una esasperata ricerca di cibo, entrambi non estranei a quella fase della vita che inizia con l’adolescenza. Anche i genitori piu' presenti iniziano a preoccuparsi solo quando cominciano a manifestarsi sintomi piu' evidenti di disagio.

giovedì 26 marzo 2009

Conosci il tuo INDICE DI MASSA CORPOREA o BODY MASS INDEX (BMI)???

Il BMI è un indice di valutazione dello stato nutrizionale e si calcola con il rapporto tra il Peso, espresso in Kg, fratto l'Altezza, espressa in m, al quadrato. BMI= Kg\m2
Es: uomo alto 180cm e pesa 80 Kg
1,8*1,8=3,24
80\3,24=24,7

Il valore di BMI indica Sottopeso quando è inferiore a 18; Normopeso quando è compreso tra 18 e 24 pr la donna e 25 per l'uomo; Sovrappeso quando è compreso tra 24-25 e 30; Obesità di primo grado quando è compreso tra 30 e 40; Obesità grave quando supera 40.

L'Indice di Massa Corporea non è valido per donne in gravidanza, bambini e body builders.

mercoledì 25 marzo 2009